Domenica , 22/10/2017
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Ravello 2020

Ravello Costa d’Amalfi Capitale italiana della cultura 2020: ecco il dossier inviato al ministero È stato un susseguirsi intenso e ricco di sorprese quello organizzato dalla Fondazione Ravello in Villa Rufolo: una straordinaria personale di Sandro Chia, con molte opere realizzate ad hoc che fino al 5 di novembre renderà le stanze residenziali di palazzo Rufolo ancora più suggestive, ha aperto il pomeriggio affollatissimo e luminoso. Dai colori di Chia il pubblico è passato a quelli altrettanto vividi e solari del logo di Ravello Costa d’Amalfi Capitale Italiana della Cultura 2020. Nell’auditorium del complesso monumentale gremito da tanti cittadini oltre che dai Sindaci della Costa d’Amalfi, da Ermanno Guerra, assessore alla cultura del Comune di Salerno, ultimo tassello aggiunto al mosaico composto negli ultimi due mesi dal Sindaco di Ravello, Salvatore Di Martino, dal responsabile del dossier Secondo Amalfitano, coadiuvati dalla Fondazione Ravello, dal tavolo tecnico e dalle amministrazioni dei Comuni coinvolti. In apertura l’intervento del Presidente della Fondazione Sebastiano Maffettone che dopo i saluti ha lasciato spazio all’esposizione delle 60 pagine del dossier, presentato al MiBACT appena ieri. Rigorosamente su carta d’Amalfi, il documento si articola in quattro capitoli che snocciolano i progetti portanti, quelli strategici, i progetti trasversali quelli puntuali che traducono in fatti le parole chiave individuate dai Sindaci come fondamentali per il futuro della Costa d’Amalfi: Coesione, Coinvolgimento, CSR (corporate social responsibility), Duraturo, Eco-sostenibilità, Formazione, ICT, Innovazione, Sicurezza Personale, Sicurezza Sanitaria, Sicurezza Territoriale, Smart, Trasparenza. I progetti spaziano dalla valorizzazione del Patrimonio minore e dei Beni Immateriali fino alla sanità, alla sicurezza, alla mobilità, ai trasporti alla formazione, al food design tutti permeati dalle nuove tecnologie. Il dossier, frutto di due anni di lavoro e di decine di incontri con i tanti partner sia pubblici che privati che si sono buttati anima e corpo in questa avventura, risponde in maniera completa e puntuale al bando ministeriale contenendo progetti già pronti per essere messi in campo in quanto già declinati in maniera ampia e strutturata. Ogni progetto infatti, è accompagnato da un quadro economico frutto di un avanzato studio di fattibilità: i soggetti coinvolti, il come e il quando sono già indicati così come i fondi necessari per realizzarli. Tutti i progetti, in ossequio alla coesione e all’inclusione territoriale, ratio dell’intero dossier, rappresentano la rotta sulla quale la Costa d’Amalfi ha deciso di puntare per il suo futuro prossimo. Obiettivi dichiarati, ovviamente da raggiungere gradualmente: un riequilibrio territoriale che andrà a controbilanciare lo strapotere del Patrimonio Maggiore e della sua concentrazione in alcune località; il superamento del cultural divide e la crescita dell’inclusione sociale, concentrando il massimo sforzo possibile verso le nuove generazioni; sfruttare la sinergia per mettere mano agli atavici problemi della mobilità e della sanità accrescendo contemporaneamente la sicurezza sia reale che percepita dei turisti e dei cittadini. Due i progetti “portanti”, che rappresentano al tempo stesso gli obiettivi e gli strumenti principali di azione coerenti con la rotta tracciata: sul fronte dell’ICT la piattaforma digitale “Diogene” elaborata grazie al contributo di SCABEC e Deloitte Digital, vero e proprio sistema complesso di comunicazione, valorizzazione e fruizione dei beni per fare incontrare domanda e offerta per un “turista fai da te” consapevole e guidato e l’Atlante dei Beni Culturali Immateriali e del Patrimonio Materiale Minoresul quale si innestano tutta una serie di altri progetti singoli e mirati, per culminare nel 2020 con la parte più performativa, intesa come eventi, presentazione e comunicazione. «Un’esperienza straordinaria che ha visto la partecipazione e il contributo di tanti. – ha detto Secondo Amalfitano – Un’esperienza per me unica perché è la sintesi di una vita dedicata alla Costa d’Amalfi e segnatamente a Ravello. I veri attori e protagonisti di questa esperienza, senza i quali nulla sarebbe successo, sono i 15 Sindaci e le 15 Amministrazioni che hanno detto sì ad un modo nuovo di amministrare questo lembo meraviglioso di terra che Boccaccio definì: la più dilettevole parte d’Italia. Senza di loro nulla sarebbe stato possibile e nulla lo sarà anche in futuro. Dire grazie è poco, ma non trovo parola migliore». I La serata, alla presenza di Gennaro Migliore, Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia, che chiamato a dire la sua da Titta Fiore, giornalista del Mattino che ha moderato la presentazione, ha sottolineato la bontà del progetto soprattutto per quanto riguarda l’importanza dei beni immateriali, Monsignor Claudio Gugerotti, Vescovo titolare di Ravello e Nunzio Apostolico in Ucraina, ha avuto il seguito che meritava con l’inaugurazione di “Mille Anni di Magia” che, con le luci e i colori altrettanto brillanti di laser e proiettori, accompagnerà le serate autunnali di Ravello (fino al 22 ottobre) con il racconto 2.0 dei mille anni di vita di uno dei monumenti simbolo di tutta la Costa d’Amalfi, Villa Rufolo.

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