Venerdì , 15/12/2017
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Parole alla Radio

1. -Approdi D'Autore - Libri d’amare – Parole alla Radio - - edito da GRAUS EDITORI;

“Ascolto molto la radio. E’ un mezzo di comunicazione straordinario, cresce, migliora e si aggiorna in continuazione. La radio è molto più avanti della televisione”. Lo ha scritto Renzo Arbore nella prefazione del libro “Parole parole … alla Radio” , edito da Graus, scritto da Savino Zaba, conduttore radiofonico e televisivo, attore, ex concorrente di “Tale e Quale Show”, che attualmente conduce il nuovo programma della mattina estiva di Rai1 che si intitola “Quelle brave ragazze”. Il libro è stato presentato, venerdì sera, sul panoramicissimo terrazzo del Ristorante “U’ Chevalier” di Antonio Di Mauro, del “Lido Risorgimento” di Vincenzo Della Monica, Luigi Di Mauro e Giuseppina Gazia, nell’ambito della seconda edizione dell’iniziativa “Approdi d’Autore” organizzata e promossa dalla Pro Loco di Vietri sul Mare , presieduta dall’imprenditore Cosmo Di Mauro, con la casa editrice “Graus Editore”, di Pietro Graus, e con il patrocinio del Comune di Vietri sul Mare, nella persona dell’Assessore al Turismo Giovanni De Simone.

Nel libro, un saggio storico – linguistico sul linguaggio radiofonico dagli anni Venti, ai giorni nostri. Savino Zaba, partendo dalla nascita della radio:” Il 6 ottobre del 1924, a Roma., in una sala dell’URI Unione Radiofonica Italiana”, racconta l’evoluzione storica della radio, di come è cambiato il linguaggio radiofonico e dell’avvento dei network radiofonici e delle web radio. Zaba, che lo scorso 24 giugno ha festeggiato trenta anni di radio:” Il 24 giugno è il giorno in cui è nato Renzo Arbore. Siamo “conTerroni”, essendo entrambi nati a Foggia e vicini di casa a Roma”, ha ricordato che Renzo Arbore insieme a Gianni Boncompagni, scomparso lo scorso 16 aprile, ha rivoluzionato il modo di fare radio:” Con programmi come “Bandiera Gialla” del 1965, e poi con “Alto Gradimento”, trasmissioni nelle quali si usava il linguaggio “parlato”, improvvisato, e non più il “parlato- scritto”, quello disciplinato da regole severe, con copioni che prima di andare in onda dovevano essere visionati da un comitato di censura. Negli anni venti i conduttori non potevano usare i forestierismi: non si poteva dire :”E ora ascoltiamo un brano di Louis Armstrong, ma bisognava dire di Luigi Braccioforte. Benny Goodman veniva annunciato alla radio come Beniamino Buonomo. Oggi invece c’è la gara a chi utilizza più parole straniere”. Zaba ha spiegato che negli ultimi dieci anni c’è stato un ritorno in radio dell’uso del dialetto: ” Una voce con una leggera calata campana o siciliana ha molto più appeal”. A metà del libro c’è una parte dedicata allo scrittore, studioso e consulente culturale Rai, Emilio Gadda che, nel 1953, scrive un testo nel quale dà dei consigli sull’uso del linguaggio che dovrebbe adottare un conduttore radiofonico: “Norme per la redazione di un testo radiofonico”.

“Un testo che veniva consegnato, insieme al contratto, ai conduttori radiofonici che venivano assunti alla Rai. Gadda consigliava di non parlare più di 15 minuti al microfono. Oggi la soglia di attenzione non supera i 3 – 4 minuti: bisogna essere veloci, ritmici, sintetici. Bisogna avere una voce radiogenica che abbia una certa musicalità e armonia, capace di catturare l’attenzione. Le parole hanno un suono, un ritmo, un tempo: quello è il timing”. Zaba ha ricordato che a metà degli anni settanta, esattamente nel 1975 con la riforma della Rai, nacquero le prime radio private che anche a Salerno erano tante: Radio Bussola 24, del mitico Teodoro Maffia, che continua a trasmettere, Radio Salerno 1, Radio Onda Libera, Radio Stella, Radio Salerno City, Radio Tris Salerno, Radio Panorama, del mitico Pippo Cotticelli, che fu il primo in Italia, nel 1979, a fare la radiocronaca in diretta delle partite del Campionato di Serie C della Salernitana, una specie di “Tutto il calcio minuto per minuto”. Nelle trasmissioni delle radio locali era previsto anche l’intervento del pubblico da casa con il telefono:” Sul Primo Canale, nella metà degli anni settanta nacque un programma :”Chiamate Roma 3131” dove i conduttori per la prima volta aprirono i microfoni alla gente”. Arbore nella prefazione dice che la radio è molto più avanti rispetto alla televisione:” In radio si può ancora sperimentare, si può provocare, azzardare. La televisione è ingabbiata in meccanismi che forse non la rendono completamente libera. La radio continua a conservare la sua magia. La radio è un’amica fedele: la televisione è un’amante” .

Zaba ha ricordato che la media nazionale di coloro che ascoltano la radio ogni giorno sfiora il 90%:” Ci sono 39milioni di persone che ogni giorno accendono la radio anche solo per cinque minuti. La radio è una meravigliosa compagna di vita”. Il Presidente della Pro Loco, Cosmo Di Mauro ha spiegato che i bagnanti che frequentano gli stabilimenti balneari di Vietri sul Mare possono prendere in prestito i libri messi a disposizione dalla casa editrice Graus Editore per leggerli sotto l’ombrellone:” Potranno anche inviare le loro recensioni sulla pagina facebook creata appositamente dalla Pro Loco che poi alla fine stilerà una classifica dei libri più letti. Sono dieci gli appuntamenti dedicati alla presentazione dei libri che saranno accompagnati dalla degustazione dei vini prodotti da dieci importanti cantine vinicole. Questa sera degustiamo un Coda di Volpe de “Le Cantine Terre del Vescovo” di Giuseppa Molettieri”. L’Assessore al Turismo Giovanni De Simone ha sottolineato il grande lavoro che sta portando avanti la Pro Loco di Vietri sul Mare e ricordato che la cultura, insieme alla ceramica e al turismo sono fondamentali per l’economia vietrese. Presenti il Vice Presidente dell’Associazione Ristoratori Vietresi, Giuseppe Zaccaria, l’avvocato Carlo De Felice, titolare di Palazzo Suriano, e Agostino Marotta, addetto alla comunicazione per la Pro Loco di Vietri Sul Mare. E’ intervenuto alla serata il noto Dj Robbie Aniceto, il dj antisballo di “Chiambretti night”, spesso ospite di Matrix, famoso per le sue innumerevoli iniziative contro le dipendenze, che ha ricordato la sua esperienza di conduttore radiofonico su Radio Kiss Kiss e Radio Dimensione Suono.

Aniello Palumbo

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